Gazott 2026. Un omaggio al canto degli uccelli.


Sabato 26 e domenica 27 settembre, la Fiera di San Michele accoglie la terza edizione di Gazott, il progetto che trasforma la celebre tradizione della gara di canto degli uccelli in un'esperienza contemporanea di arti e sguardi su ciò che vola.
Gazott è un'installazione visivo-sonora e performativa dedicata al regno volatile — un'interrogazione poetica e acustica su cosa significhi cantare, volare, migrare in una stagione di trasformazioni.
I Nidi di Emiliano Battistini e Anton Roca
Si inizia già alle 8 del mattino nelle vie del centro storico di Santarcangelo: Via Don Minzoni, Cavour, Via Saffi, Via Battisti.
GAZOTT: I NIDI, curato dagli artisti Emiliano Battistini e Anton Roca.
Un omaggio consapevole alla tradizione della gara di canto degli uccelli, ma reinterpretato attraverso uno sguardo contemporaneo: i canti dei volatili territoriali risuonano attraverso altoparlanti-nido, elementi sonori che si mescolano con l'ambiente urbano, creando un dialogo fra la natura e la memoria della fiera storica.
Ogni ora, per circa 15 minuti, le voci degli uccelli raccontano il territorio, la loro fedeltà ai luoghi, la continuità rituale di questi canti.
Grotte di San Michele: Performance Musicale con Fabio Mina
Nel pomeriggio, alle ore 16, il progetto si sposta nelle Grotte di San Michele, un suggestivo Luogo del Belsentire.
GAZOTT: PERFORMANCE MUSICALE offre uno spazio interiore, sotterraneo, dove il significato delle ali viene esplorato attraverso il corpo, la voce e il suono.
Il protagonista di questa sezione è Fabio Mina, artista e performer le cui ali — metafore di libertà, trasformazione e trascendenza — diventano il linguaggio centrale della performance.
il Significato delle Ali

Il Significato della Ali prende il titolo da uno scritto dell'etnomusicologo Marius Schneider. Egli riconosceva, indagava, ricercava il simbolo delle ali, delle piume, delle maschere legate al mondo degli uccelli, del valore del loro canto; identificava questi elementi come potenti simboli sonori, connessi al mondo spirituale/naturale.
La musica è ispirata alle polifonie degli uccelli e vuole essere un'umile dedica alle culture che ne hanno fatto essenza nei loro rituali e modo di vedere il mondo.
Ali come simbolo di libertà, dalla delicatezza della piuma alla forza per spiccare il volo.
“A man who has no imagination has no wings" Muhammed Ali
Fabio Mina: flauto contralto, effetti, elettronica, scacciapensieri, fischietti e richiami per uccelli
Percorso Sonoro verso il Musas
Dopo la performance nelle Grotte, un percorso sonoro attraversa le vie di Santarcangelo, guidando il pubblico dalla quiete sotterranea verso la luce e lo spazio aperto del museo. È un viaggio attraverso il paesaggio urbano trasformato da elementi sonori: i richiami ornitologici risuonano da punti diversi della città, creando una mappa sonora che invita alla riflessione e al movimento.
Ore 18 — Musas: L'Hortus Conclusus
Al Musas (Museo di Santarcangelo), il progetto raggiunge la sua conclusione con GAZOTT: L'HORTUS CONCLUSUS — un allestimento visivo-sonoro e una performance finale con cui si chiude il ciclo.
L'immagine dell'orto chiuso è carica di significato: è lo spazio della raccolta, della cura, della memoria. Nel contesto di Gazott, l'hortus conclusus rappresenta il luogo dove tutti gli elementi della terza edizione convergono. Non è una conclusione definitiva, ma un momento di pausa e contemplazione — come un giardino dove i volatili tornano all'alba.
La performance conclusiva e l'allestimento si concentrano sul significato delle ali nel giardino del museo: quale rapporto sussiste fra il canto, il volo, la memoria e lo spazio chiuso? Cosa rimane quando l'uccello se ne va, quando il canto finisce?
Un Progetto consapevole
Gazott rappresenta un'evoluzione consapevole della tradizione della gara di canto e la onora risituandola in una conversazione contemporanea con l'arte, il corpo, la performance.
Le ali non appartengono solo agli uccelli. Sono nostre, quando scegliamo di trasformarci.
Gazott celebra il regno volatile e la memoria della fiera storica, invitando il pubblico a ripensare ciò che significa essere liberi di volare — letteralmente e metaforicamente — nel nostro territorio.




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